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LEARNING TO FLY

COVONIUS 1100x450

Mercoledì 11 ottobre 2017, ci siamo recati a Prato per partecipare alla creazione di un’opera d’arte contemporanea, intitolata “Covo-Nius, learning to fly”, realizzata da Pamela Gori e Eva Sauer con la partecipazione di Samantha Bertoldi.

L’opera è stata inaugurata sabato 14 ottobre e rimarrà esposta fino al 27 ottobre in via Genova 17/8.

Chi si recherà a vederla, non solo potrà ammirare l’opera, ma potrà anche entrarci, ascoltando la musica composta per l’occasione da Samantha Bertoldi.

In che modo abbiamo contribuito?

Per prima cosa, quando siamo arrivati, le due artiste ci hanno fatto sedere davanti al “Nido” in costruzione e ci hanno illustrato il progetto: la loro intenzione era quella di realizzare un luogo che, come il nido, accogliesse, proteggesse e… insegnasse a volare! Ci hanno raccontato di aver studiato i vari tipi di nido presenti in natura e di aver scoperto che ce ne sono di tantissime forme: addirittura hanno scoperto che c’è un uccellino minuscolo che costruisce un nido grande più di un metro, abbellendolo poi con delle bacche colorate per attirare le femmine!

Dopo questa presentazione, abbiamo iniziato a lavorare. Alcuni di noi hanno lavorato all’aperto, strappando dei maglioni vecchi, che avevamo portato da casa, per farne delle strisce che servissero da rivestimento per l’interno del nido. Gli altri hanno quindi lavorato dentro il nido, rivestendo le pareti con le suddette strisce. Poi, i ragazzi all’esterno hanno rivestito con i fili di lana alcuni rami e un gruppetto all’interno si è preoccupato di lavorare sulle pareti esterne del nido, tappando i buchi con dei pezzi di corteccia.

Purtroppo, a mezzogiorno siamo dovuti venir via e rientrare a scuola.

È stata una bellissima esperienza e una mattinata felice trascorsa insieme. Abbiamo imparato alcune tecniche utili per realizzare l’opera, ma soprattutto abbiamo imparato a lavorare in gruppo, aiutandoci a vicenda. Ognuno di noi faceva una piccola cosa che serviva agli altri: qualcuno faceva le strisce di lana, qualcun altro tagliava i fili, altri ancora usavano quelle strisce e quei fili per rivestire le pareti del nido…

Insomma, abbiamo imparato divertendoci… meglio di così!

I ragazzi delle medie

                                         

RECENSIONE: IL LIBRO DELLA GIUNGLA


 

Ieri, 9 marzo 2017, siamo stati ospiti delle medie per assistere alla proiezione del film "Il libro della giungla". Qui di seguito proveremo a scrivere una recensione, ovvero raccontiamo la trama di questo film, sperando di invogliare quante più persone a vederlo.

Il film, tratto dal racconto di Rudyard Kipling, narra le vicende di un bambino, Mowgli, sopravvissuto dopo che era stato aggredito da una tigre e allevato da un branco di lupi.

La storia è ambientata in India e gli elementi che ce lo hanno fatto capire sono state le condizioni climatiche e la presenza della tigre, animale che vive nella giungla indiana.

Così come accade nelle fiabe, al protagonista si affianca un antagonista, in questo caso la tigre Shere Khan.

Mowgli impara la legge della giungla. Quello che ci ha colpito di più è stato il fatto di vedere come alcuni animali, che in altre storie sono temuti dall'uomo, qui proteggono il cucciolo d'uomo. Mowgli, infatti, viene allevato da babbo-lupo (Akela) e mamma-lupo (Raksha) che vogliono salvarlo dalla feroce tigre Shere Khan, la quale vuole ucciderlo per vendicarsi, perché fu il padre di Mowgli che con "il fiore rosso" (il fuoco) lo ferì ad un occhio. 

Quando Mowgli ha ormai dodici anni viene a conoscenza del piano di Shere Khan e al consiglio della rupe, davanti a tutto il branco, viene deciso che, per il suo bene, è giusto che Mowgli torni con i suoi simili, gli uomini.

Mowgli si rifiuta perché non conosce la lingua degli uomini, né come sono fatti. Sarà la pantera Bagheera a condurre Mowgli verso il villaggio.

Da qui Mowgli incontrerà l'orso Baloo che si rivelerà un ottimo amico e le scimmie dispettose che invece vogliono catturarlo per venire a conoscenza di come alimentare il fiore rosso per diventare più potenti.

Grazie all'aiuto di Bagheera e Baloo, Mowgli riesce a scappare dalle scimmie e uccidere il capo delle scimmie. Prima di morire, però, il capo delle scimmie gli rivela che Akela era stato ucciso da Shere Khan. Così Mowgli decide di combattere contro la tigre andando a predere il fiore rosso al villaggio degli uomini.

Durante il cammino, però, Mowgli non si accorge che il fuoco ha provocato un incendio.

Quando arriva al branco, tutti temono Mowgli, perché ha imparato ad usare il fiore rosso. Allora, Mowgli getta il fiore rosso nell'acqua e la tigre, pensando che era l'unico modo che Mowgli aveva per difendersi, inizia ad assaporare la vittoria. Ma Mowgli usa l'intelligenza per sonfiggere la tigre, aiutato dall'orso e dalla pantera.

Kipling ha voluto, attraverso gli animali, incarnare vizi e virtù degli uomini.

 

I ragazzi di quinta elementare

 

I professori sui banchi e le studentesse in cattedra!

 

Lo scorso martedì, sette febbraio, ci siamo ritrovati in classe oltre l’orario scolastico, nel pomeriggio.

Non tutti ci volevano venire: la metà circa di noi avrebbe preferito fare altro, ma l’aveva “chiesto” il professore...! L

Gli altri, invece, sarebbero venuti comunque (!), perché incuriositi: due studentesse della terza media dell’anno scorso avrebbero tenuto una lezione su Leopardi!

Così, alle due e mezza siamo rientrati in classe. Le due ex studentesse, Marta e Margot, però sarebbero arrivate solo più tardi, verso le tre. Nel frattempo, il prof. ha proiettato sulla Lim un dvd sull’infanzia di Leopardi.

Che p**** iacevole visione! All’inizio, il prof. sembrava un dj che rimetteva sempre da capo lo stesso disco: infatti, ogni due minuti c’era qualcuno che entrava in classe. Perciò, nei primi dieci minuti abbiamo ascoltato solo la prima frase del dvd, imparandola a memoria:

“Del mio nascimento dirò solo che nacqui da una famiglia nobile in una città ignobile della Italia”

Poi, finalmente, sono arrivate le ragazze…

All’inizio, ci sono stati dei problemi tecnici: infatti, Marta aveva realizzato il suo power point con un Mac e il file non si apriva su Windows; inoltre, non si sa bene perché, la Lim si è messa a fare le bizze e lo schermo cambiava il colore dello sfondo: prima rosso, poi giallo, poi verde, poi blu… e infine è rimasto giallo!

Pazienza, come dicono gli inglesi… “show must go on!”

Le ragazze si erano divise i compiti: ha iniziato a parlare Marta e poi ha continuato Margot, e così via, alternandosi.

Marta ci ha parlato della biografia di Leopardi e di alcune sue opere, come “La morte di Ettore”, “Il dialogo della Moda e della Morte” e “Il tramonto della Luna”; Margot, invece, ci ha raccontato dei viaggi fatti da Leopardi in giro per l’Italia e ci ha spiegato “All’Italia”, “L’Infinito” e “A Silvia”.

Le opere che ci hanno colpito maggiormente sono state: “Il dialogo della Moda e della Morte”, perché ci è sembrata molto attuale, in quanto ancora oggi “quasi” tutti seguiamo la moda, alcune volte anche in modo esagerato, perdendo di vista le cose più importanti; e “L’Infinito”, perché Margot ha fatto un paragone tra la situazione descritta nella poesia e l’esperienza che facciamo tutti quando ascoltiamo la musica con le cuffie, isolandoci dal resto del mondo.

In conclusione, è stata un’esperienza particolare e interessante. Non ci siamo annoiati, come qualcuno all’inizio temeva, e possiamo dire che ne è valsa la pena.

Abbiamo imparato molto, non solo su Leopardi: è strano vedere due ragazze, nostre coetanee, che si sono appassionate di un argomento di studio al punto da continuare ad approfondirlo anche senza essere costrette da un professore, da un’interrogazione, da una promozione da avere.

Questa è stata una lezione forse altrettanto importante: si può studiare anche per il piacere di farlo!!!

(… ma, infondo, ancora non ci crediamo del tutto…! J)

I ragazzi di terza

Se anche il papa “parla di noi…”

LA NOSTRA SCUOLA

La nostra classe, prima media, è composta da venti alunni. Alcuni, hanno frequentato le elementari in questa stessa scuola, altri provengono da istituti diversi.

Per noi che abbiamo frequentato qui le elementari, il passaggio alle scuole medie è stato meno “traumatico”: conoscevamo già gli ambienti e qualcuno dei professori. È stato un po’ come fare una “sesta” classe!

Certo, ci sono delle differenze, per esempio:

  1. le Lim (lavagne interattive), che alle elementari c’erano solo in alcune classi e non nella nostra (ma da quest’anno sono state installate dappertutto);
  2. i tablet, in cui abbiamo tutti i nostri libri di testo e con cui possiamo studiare, divertendoci;
  3. non abbiamo più i grembiuli e possiamo vestirci come vogliamo;
  4. usciamo alle due e non più alle quattro e, soprattutto, possiamo andar via anche da soli (naturalmente, col permesso dei nostri genitori)! Chi vuole, però, può fermarsi a studiare nel doposcuola;
  5. professori maschi: alle elementari ne abbiamo avuto pochi e per poco tempo.

È stato bello salire al primo piano, entrare nelle nostre vecchie classi e ritrovare la nostra maestra! Qui è come stare in un’altra famiglia, più allargata.

Per noi che, invece, proveniamo da un altro istituto, l’ingresso in questa scuola, per noi nuova, è stato “emozionante”. Avevamo paura di trovarci a disagio. Invece, siamo stati subito accolti bene da tutti, compagni e professori. A un mese dall’inizio della scuola, possiamo dire che ci siamo ambientati bene. Le più grandi differenze che abbiamo trovato sono:

  1. gli ambienti grandi;
  2. una buona organizzazione;
  3. molte attività extrascolastiche: ad esempio, il corso di nuoto, che inizieremo tra poco…

Finora, le cose che ci sono piaciute di più sono state:

  1. la possibilità di giocare in giardino durante la ricreazione;
  2. le nuove materie: ad esempio, educazione civica, la seconda lingua straniera (francese), e informatica, che facciamo in un laboratorio dove abbiamo dei computer nuovi nuovi.

Insomma questa nostra scuola è davvero forte!

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